domenica 2 marzo 2008

GUARDARSI INTORNO

A volte pensiamo che i nostri problemi siano i più gravi del mondo. Così la pensava spesso un mio caro amico che si chiama Mauro.
Mauro, è stato sempre un bravo ragazzo. Nei suoi studi era stato un alunno eccellente. Gli piaceva giocare a calcio e sapeva giocare anche discretamente bene. Riuscì ad entrare anche in una squadretta niente male.
Un giorno, lo accompagnai a comprare delle scarpe nuove molto eleganti e belle. Mauro era felicissimo del suo acquisto, tuttavia, passando dalla sede della sua associazione sportiva, ebbe un grande dispiacere quando, leggendo la lista dei selezionati per una importante partita, non trovò il suo nome. In quel momento si sentì come se avesse smesso di esistere, come se fosse diventato invisibile. Il suo cattivo umore durò vari giorni. Niente gli piaceva.
Una fredda giornata invernale, aveva appena smesso di piovere, e come spesso facevamo, oziavamo sul muricciolo all'uscita posteriore della nostra parrocchia, quando accanto a noi si sedette, insieme al suo fedele cane, un anziano signore di origini russe che si faceva chiamare Jhonny, (non ho mai saputo se questo fosse il suo vero nome). Jhonny, aveva ai piedi delle leggerissime scarpe estive, tagliate sul di dietro, portate a mò di ciabatta o perchè le scarpe erano di qualche misura più piccole o perchè avendo i piedi fasciati con delle pezze di lana non permettevano che questi entrassero con agio nella calzatura. Mauro gli chiese: "Non senti freddo con quelle scarpe?" - "Queste io ha, e di queste io deve accontentare", rispose prontamente Jhonny con il suo buffo, ma affascinante accento. In quel momento Mauro guardò verso il basso, osservò le sue nuove scarpe. I suoi piedi erano caldi e comodi, come sempre. Allora guardò Jhonny, le sue scarpe e le sue fasciature di lana. Chissà che gli passò per la testa. In un lampo si tolse le scarpe. Non pensò nemmeno che sarebbe rimasto solo con i calzini e gliele consegnò a Jhonny dicendogli: "Tieni Jhonny, tu hai bisogno di queste scarpe più di me". Non aspettò nemmeno che Jhonny lo ringraziasse, si alzò, ci salutò e si avviò scalzo verso casa sua. Ebbi l'impressione che in quel momento non gli importasse di mettere i piedi nelle pozzanghere, e che addirittura non sentisse nemmeno il freddo. "Grazie Mauro...", gli gridò Jhonny, "Di niente...", rispose Mauro che continuò per la sua strada.
Mauro tornò a casa con i piedi gelati, ma con il cuore contento per il gesto che aveva fatto e rise... rise per essersi preoccupato così scioccamente di non aver giocato quella famosa partita.
A volte è necessario guardare intorno a noi, per scoprire che gli altri hanno più bisogno di noi.

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