
Nella mia vita ho conosciuto tanta gente. Coltivo le persone più care come fossero preziose e delicate piantine bisognose di cure ed evito accuratamente le altre come fossero roveti.
Ma sono proprio queste ultime che voglio ringraziare.
Si, può sembrare bizzarro, ma voglio ringraziarli tutti ad uno ad uno, o almeno quelli che mi hanno insegnato molto e quelli che scrivendo mi son venuti in mente.
Inizierei dalla mia maestra della prima elementare che mi mortificava ed umiliava davanti a tutti i compagni di classe perché indossavo sempre le stesse magliettine, gli stessi pantaloni e le stesse scarpe. Scusi signora maestra se in famiglia non potevamo permetterci un guardaroba più fornito.
Grazie maestra per avermi insegnato che l’apparire è più importante dell’essere.
Grazie al compagno di banco che colsi sul fatto mentre rubava le matite colorate dall’armadio della maestra e che a mia insaputa mise poi nella mia cartella per farmi accusare di furto, sicuro che la maestra avrebbe creduto a lui e non a me, ed infatti ebbe ragione.
Grazie Mauro, per avermi insegnato che far pagare i nostri errori ad un capro espiatorio ci scansa sgradevoli situazioni.
Grazie a tutti gli altri compagni di classe delle elementari che mi deridevano perchè alla ricreazione mangiavo pane e pomodoro.
Grazie per avermi insegnato che mangiare la Girella, la Fiesta e il Buondì Motta è di gran lunga più salutare di un volgare pane e pomodoro.
Grazie a quel “brav’uomo” che ha scippato l’innocenza della mia infanzia. E grazie anche a chi invece di consigliarmi, ne continuava l’opera.
Grazie per avermi insegnato che al mondo non ci si può fidare proprio di nessuno.
Grazie alla ragazzina che mi ha dato la prima delusione d’amore. Il primo grande amore dei 15 anni, una bellissima ragazzina che mi respinse dicendo che gli facevo schifo peggio dei cani morti. Grazie Rosy, per avermi insegnato che avere tatto nella vita è tutto.
Grazie alla ragazza che mi ha dato la seconda delusione d’amore. Il secondo amore dei miei 19 anni, una dolcissima ragazza che mi respinse dicendo che mi voleva bene come un fratello, ma che lei aspettava il Principe Azzurro. Infatti il Principe Azzurro arrivò, la ingravidò e la lasciò per un’overdose.
Grazie Elisa, per avermi insegnato che il Principe Azzurro esiste davvero.
Grazie al mio compagno d’avventure delle scuole superiori che trasferitosi al nord se n’è sbattuto altamente le palle di me.
Grazie Paolo, per avermi insegnato che l’amicizia vera e profonda supera mari, monti e colline e non si ferma davanti alla distanza dei chilometri.
Grazie al mio primo fidanzato, che mentre mi dichiarava amore eterno, era fidanzato con una segretaria d’azienda e prossimo al matrimonio.
Grazie Mimmo, per avermi insegnato che nella vita è fondamentale avere le idee chiare.
Grazie ad un “personaggio autorevole” che approfittando della mia fiducia e della mia ignoranza in materia, mi ha depauperato dei risparmi di una vita.
Grazie Antonio, per avermi insegnato che bisogna avere totale fiducia nei consulenti finanziari.
Grazie alla Istituzione ecclesiale che ho servito per più di due lustri e che quando avrebbe dovuto sostenermi nel momento critico della mia vita, ha fatto spallucce.
Grazie per avermi insegnato che per essere degni di essere ascoltati bisogna essere drogati, alcolizzati, prostitute o nullafacenti.
Grazie a chi in una sola botta ha ucciso sei componenti della mia famiglia.
Grazie Vito, per avermi insegnato che correttezza, coerenza e gratitudine sono solo delle belle parole.
Grazie a chi non ha saputo comprendermi proprio quando ne avevo più bisogno.
Grazie Stefano, per avermi insegnato che dispensarsi da esami di coscienza, scaricarsi le colpe, negare chiarimenti, rivoltare le ragioni, cancellare più che un’amicizia fraterna è senz’altro la via più ragionevole.
Grazie a chi si è servito di me, e dopo mi ha cestinato come oggetto obsoleto.
Grazie Felice, per avermi insegnato che il sano egoismo vale il sacrificio di un’amicizia sincera e disinteressata.
Grazie a tutti gli altri che mi hanno usato e sfruttato, facendomi passare giorni d’inferno, prendendosi gioco di me sotto i miei stessi occhi, perseverando nel tradire ed abusare della mia fiducia in barba alla mia sincerità.
Grazie per avermi insegnato a diventare diffidente, sospettoso, sfiduciato e avermi fatto capire che in questo mondo esisto io ed io soltanto.
Grazie a tutti, per avermi fatto capire che nulla e nessuno è quello che sembra.
Grazie a tutti quelli che ho elencato e a tutti quelli che non ho elencato, piccoli e grandi mostri che ho incrociato durante il mio cammino.
Grazie perchè adesso so come non vorrei mai essere!