mercoledì 25 giugno 2008

TRADIMENTO

Caro Carmine, è inutile continuare a mangiarsi il fegato. Fattene una ragione. Dimentica vendette e rancori... non ti faranno stare meglio. D'accordo, ti ha tradito, e allora? Che vuoi fare, ammalarti?
Non ho ricette, ne voglio darti consigli, posso solo passarti la mia esperienza. Ecco dieci passi che puoi seguire per affrontare il tradimento, a testa alta.

1° Riconosci e accetta il tuo sentimento di rabbia, tristezza e delusione per l'accaduto. Non tentare di affogarlo tuffandoti nel lavoro o in mille attività riempitive.

2° Non incolpare te stesso delle sue azioni. Tu sei responsabile soltanto dei tuoi comportamenti e non dei suoi.

3° Prova a mettere da parte per un momento le tue emozioni, e guarda la situazione dal punto di vista di un estraneo. Che cosa pensi di lui?

4° Valuta se il suo comportamento ha distrutto del tutto la fiducia reciproca e il vostro rapporto.

5° Critica apertamente il suo comportamento in un faccia a faccia, niente sms ed email.

6° Fatti spiegare i motivi del tradimento, ascolta le sue motivazioni. Ricordati che ascoltare non coincide col perdonargli ciò che ha fatto.

7° Nel tentativo di chiarimento, se ancora tiene a te, tenterà di farsi perdonare. Non permettere che manipoli i tuoi sentimenti con parole dolci, scuse o la promessa di non ripeterlo più. Onestamente dimmi... davvero credi che non lo farebbe più? Che è stato soltanto un caso isolato?

8° Chiediti se staresti meglio con o senza di lui. Saresti in grado di continuare una relazione sapendo cosa è successo? Quanto inciderebbe questo episodio?

9° Trova una via di uscita costruttiva al tuo senso di rabbia e insoddisfazione e concediti del tempo per superare questo dolore, per piangere e per sfogarti.

10° Prendi ciò che di buono c'è stato nel vostro e rapporto e almeno per il momento non cercare di iniziarne un altro rapporto, giusto per dimenticare questo.

Non so che altro dirti, se non che, non sentirti sfortunato o maledetto dal destino, come dici tu, ma sappi che bene o male, in questa fase... ci siamo passati tutti.

domenica 15 giugno 2008

E' LA TUA VITA

Ho capito che non vuoi sentire più consigli, e che anzi, di danno solo fastidio. Ho capito che corro il rischio di essere messo in standby o addirittura odiato solo perchè ho cercato di pungolarti... ma ho compreso anche che stimolarti non serve. Ci sarò se tu mi cercherai, ci sarò se capirò che il mio starti vicino non è da te vissuto come invadenza. Sei tu, che hai in mano le redini della tua vita. L'unica maniera di uscirne fuori è non incolpare gli altri di ciò che ti succede. Tu sei l'architetto della tua vita. Si è vero, hai ragione, la vita non ti è stata molto favorevole fino ad ora, ma il futuro può cambiare e dipende specialmente da te. Si è vero, hai ragione, la tua vita è piena di fallimenti, ma adesso hai un'eccellente opportunità per cominciare punto e a capo, perchè ora sei esperto in come non devi fare le cose. Quando sai già che una cosa è sbaglita, non la ripeterai nel futuro e ti avvicinerai ogni volta di più al comportamento più corretto. La tua vita può prendere due rotte: il successo e il fallimento. La felicità e l'infelicità. E' una tua decisione quale cammino seguire e hai uguale opportunità di seguire l'uno o l'altro sentiero. Hai le stesse possibilità per entrambi. Il modo per prendere il sentiero del trionfo è... smetterla di piangerti addosso, assumersi le proprie responsabilità e virare verso un atteggiamento mentale positivo e costruttivo. Questa è la chiave giusta. Elimina i "se non fosse per...", "quando un giorno mia madre...", "se mio padre non avesse...", se mio fratello facesse...", se mia sorella non fosse..." così non si risolve niente. La cosa che davvero conta è che tu voglia vivere, vivere e ancora vivere. Tu solo puoi scegliere di VIVERE. Adesso, francamente, ho l'impressione che tu sia già morto, e ciò mi rattrista enormemente.

venerdì 18 aprile 2008

NON MOLLARE

La vita è come un enorme palcoscenico: c'è la parte di Tizio, di Caio, di Sempronio... ma a volte c'è qualcuno che insoddisfatto va dal regista e gli dice: "basta, la mia parte è troppo difficile, non ce la faccio... me ne vado!" e allora molla tutto, rinuncia allo spettacolo e va via... per sempre.

venerdì 11 aprile 2008

CIAO SALVATORE

“Si può chiedere all'acqua di non scorrere, alla terra di fermarsi, alla morte di scappare "No". Sei stato rapito da essa lasciandoci affranti. Stroncato da una malattia che non ti lasciava speranze. Sapevamo che prima o poi sarebbe successo, ma... è sempre dura da accettare. Nonostante la malattia, non hai mollato. Hai continuato giorno dopo giorno a vivere la tua vita con le persone a te care, come se niente fosse. Incredibile costanza. Sei andato avanti così per mesi... regalandoci l'esperienza di vedere un uomo che affronta la morte con chiara coscienza della sua imminenza, continuando a vivere e amare la vita. Sicuramente vivro’ il tempo che avro’ a disposizione con una determinazione piu’ forte, in futuro. La vita e’ veramente preziosa e bellissima e anche nei frangenti piu’ tragici mantiene una sua poesia e eleganza. Te ne sei andato con grande eleganza, magro da far paura, la barba quasi bianca, prima che potessi consumare a colazione il tuo cornetto alla crema e amarena. Ormai non si può più tornare indietro... vivrai nei nostri pensieri.

domenica 6 aprile 2008

FARE LA DIFFERENZA

Ho fatto per anni il volontario in una struttura che accoglieva ragazzi disagiati. Mi occupavo delle attività di animazione e del doposcuola. Ogni volta che i bambini arrivavano in quinta e dovevo lasciarli, come discorso finale, dicevo sempre di aver voluto bene tutti senza nessuna distinzione, ma per un anno, queste, furono solo parole. Quel gruppo di quinta elementare era il primo gruppo che mi assegnavano al quinto anno anziché al primo. Ognuno con i suoi problemi, ma tutto sommato, era un bel gruppo, ad eccezione di un bambino: Dino. Demotivato, apatico, aggressivo con i suoi compagni che lo avevano messo in disparte. Anche io, avevo perso la pazienza e il pregiudizio su di lui mi aveva sopraffatto. Un giorno, però, la curiosità fu tanta e volli indagare su Dino andando a parlare con la sua maestra a scuola. Scoprì delle cose molto interessanti. La sua maestra mi lasciò leggere i giudizi finali che gli altri insegnanti avevano scritto su di lui, ogni fine anno scolastico. Lessi quella del primo anno: "Leonardo è un bambino brillante, sempre sorridente ed ha svolto il suo lavoro con passione, è il migliore alunno della classe." Al secondo anno c'era scritto: "Eccellente alunno, ma con problemi di natura familiare, avendo in casa una madre malata terminale, mentre il padre è sempre assente. Per lui deve essere un ambiente soffocante" Al terzo anno: "La morte di sua madre è stata un duro colpo e suo padre ha poca cura di lui. Sua nonna materna cerca di sopperire come può." Al quarto anno: "Ragazzo isolato che non mostra interesse alcuno alla scuola, non ha amici e spesso si addormenta in classe." Davanti a quelle note, mi vergognai molto di me stesso e decisi di aiutare Dino.
Dino diventò il bambino preferito ed in poco tempo tornò ad essere il migliore. A fine anno, Dino mi disse: "Grazie, per essermi stato vicino." Da quel giorno, ogni anno, a Natale e a Pasqua, Dino mi scrive delle cartoline o mi manda sms, con quelle parole, sempre; alle scuole medie, al liceo e perfino all'università. Per le feste di Natale scorso, ho ricevuto una sua lettera: "Sono passati tanti anni, ho conosciuto tante brave persone ma, per me sei stato il più importante punto di riferimento che abbia mai avuto. Ti scrivo per dirti che mi sono laureato con 110 e lode in Ingegneria, ora vivo a Fano dove già lavoro, ma spero presto di trovare un lavoro più gratificante. Vorrei invitarti al mio matrimonio il giorno 25 marzo, ti voglio bene. Dino."
Al suo matrimonio non sono potuto andare, anche perchè sono stato a letto ammalato, ma ieri, trovandosi in Puglia per il viaggio di nozze, è venuto a trovarmi con sua moglie. L'ho rivisto con piacere e ci siamo abbracciati a lungo mentre pensavo: "A quante volte con la nostra superficialità e con il nostro comportamento rischiamo di compromettere la vita degli altri."



martedì 25 marzo 2008

LA LEGGE DEL BACIO

Ho letto con sgomento questa notizia. Accade in Germania e ha davvero dell'incredibile. Vogliono introdurre divieti per legge a effusioni e baci tra adolescenti. Se ne discute in parlamento in seguto a "diretttive contro la prostituzione giovanile". Mi chiedo: dove vivano questi tedeschi e tutti coloro che coltivano simile ordine di pensiero. Sarebbe più che giusto preoccuparsi ed intervenire nel caso di adulti che abusino di adolescenti o dove ci fossero forme di sfruttamento pedomane, colpendo con la massima severità. Ma l'educazione all'affettività ed al sesso non si impone con le leggi ed i regolamenti. Fra l'altro è proprio la Germania che ha il triste primato per abusi familiari sui bambini . Ma dico io... siamo in mezzo alle nuove droghe, assediati dalla superficialità, dall'alcol che si assume sempre con più naturalezza, il fumo che dilaga, le pasticche che tra un pò si acquisteranno anche nel supermercato e andiamo a persegure chi si dà un bacio? I ragazzi di oggi non sono come eravamo noi. Sono più alti, più forti, più precoci fisicamente, più smaliziati: come si fa a non tenerne conto e ad andare contro tale evidenza? E' chiaro che c'è un'anticipazione della vita sessuale, è così dapppertutto. Quello che noi vivevamo intorno ai 16 17 anni, oggi avviene intorno ai 12 13.
Insomma, se vogliamo che i ragazzi vivano ancora più lontani da noi adulti, ritenendo che non capiamo un accidenti della loro vita, questo è un metodo sicuro.

sabato 22 marzo 2008

GRAZIE!

Nella mia vita ho conosciuto tanta gente. Coltivo le persone più care come fossero preziose e delicate piantine bisognose di cure ed evito accuratamente le altre come fossero roveti.
Ma sono proprio queste ultime che voglio ringraziare.
Si, può sembrare bizzarro, ma voglio ringraziarli tutti ad uno ad uno, o almeno quelli che mi hanno insegnato molto e quelli che scrivendo mi son venuti in mente.

Inizierei dalla mia maestra della prima elementare che mi mortificava ed umiliava davanti a tutti i compagni di classe perché indossavo sempre le stesse magliettine, gli stessi pantaloni e le stesse scarpe. Scusi signora maestra se in famiglia non potevamo permetterci un guardaroba più fornito.
Grazie maestra per avermi insegnato che l’apparire è più importante dell’essere.

Grazie al compagno di banco che colsi sul fatto mentre rubava le matite colorate dall’armadio della maestra e che a mia insaputa mise poi nella mia cartella per farmi accusare di furto, sicuro che la maestra avrebbe creduto a lui e non a me, ed infatti ebbe ragione.
Grazie Mauro, per avermi insegnato che far pagare i nostri errori ad un capro espiatorio ci scansa sgradevoli situazioni.

Grazie a tutti gli altri compagni di classe delle elementari che mi deridevano perchè alla ricreazione mangiavo pane e pomodoro.
Grazie per avermi insegnato che mangiare la Girella, la Fiesta e il Buondì Motta è di gran lunga più salutare di un volgare pane e pomodoro.

Grazie a quel “brav’uomo” che ha scippato l’innocenza della mia infanzia. E grazie anche a chi invece di consigliarmi, ne continuava l’opera.
Grazie per avermi insegnato che al mondo non ci si può fidare proprio di nessuno.

Grazie alla ragazzina che mi ha dato la prima delusione d’amore. Il primo grande amore dei 15 anni, una bellissima ragazzina che mi respinse dicendo che gli facevo schifo peggio dei cani morti. Grazie Rosy, per avermi insegnato che avere tatto nella vita è tutto.

Grazie alla ragazza che mi ha dato la seconda delusione d’amore. Il secondo amore dei miei 19 anni, una dolcissima ragazza che mi respinse dicendo che mi voleva bene come un fratello, ma che lei aspettava il Principe Azzurro. Infatti il Principe Azzurro arrivò, la ingravidò e la lasciò per un’overdose.
Grazie Elisa, per avermi insegnato che il Principe Azzurro esiste davvero.

Grazie al mio compagno d’avventure delle scuole superiori che trasferitosi al nord se n’è sbattuto altamente le palle di me.
Grazie Paolo, per avermi insegnato che l’amicizia vera e profonda supera mari, monti e colline e non si ferma davanti alla distanza dei chilometri.

Grazie al mio primo fidanzato, che mentre mi dichiarava amore eterno, era fidanzato con una segretaria d’azienda e prossimo al matrimonio.
Grazie Mimmo, per avermi insegnato che nella vita è fondamentale avere le idee chiare.

Grazie ad un “personaggio autorevole” che approfittando della mia fiducia e della mia ignoranza in materia, mi ha depauperato dei risparmi di una vita.
Grazie Antonio, per avermi insegnato che bisogna avere totale fiducia nei consulenti finanziari.

Grazie alla Istituzione ecclesiale che ho servito per più di due lustri e che quando avrebbe dovuto sostenermi nel momento critico della mia vita, ha fatto spallucce.
Grazie per avermi insegnato che per essere degni di essere ascoltati bisogna essere drogati, alcolizzati, prostitute o nullafacenti.

Grazie a chi in una sola botta ha ucciso sei componenti della mia famiglia.
Grazie Vito, per avermi insegnato che correttezza, coerenza e gratitudine sono solo delle belle parole.

Grazie a chi non ha saputo comprendermi proprio quando ne avevo più bisogno.
Grazie Stefano, per avermi insegnato che dispensarsi da esami di coscienza, scaricarsi le colpe, negare chiarimenti, rivoltare le ragioni, cancellare più che un’amicizia fraterna è senz’altro la via più ragionevole.

Grazie a chi si è servito di me, e dopo mi ha cestinato come oggetto obsoleto.
Grazie Felice, per avermi insegnato che il sano egoismo vale il sacrificio di un’amicizia sincera e disinteressata.

Grazie a tutti gli altri che mi hanno usato e sfruttato, facendomi passare giorni d’inferno, prendendosi gioco di me sotto i miei stessi occhi, perseverando nel tradire ed abusare della mia fiducia in barba alla mia sincerità.
Grazie per avermi insegnato a diventare diffidente, sospettoso, sfiduciato e avermi fatto capire che in questo mondo esisto io ed io soltanto.
Grazie a tutti, per avermi fatto capire che nulla e nessuno è quello che sembra.

Grazie a tutti quelli che ho elencato e a tutti quelli che non ho elencato, piccoli e grandi mostri che ho incrociato durante il mio cammino.
Grazie perchè adesso so come non vorrei mai essere!

mercoledì 5 marzo 2008

UOMO GRANDE - GRANDE UOMO

Molto spesso mi sono lasciato trasportare dall'apparenza e dalla superficialità delle cose. A mie spese ho imparato che un grande uomo non è quello che arriva più in alto, negli studi, nel lavoro, nella società, nè quello che ha più soldi, né quello che bada molto al suo aspetto esteriore, né chi vive circondato da ogni comfort. Un vero e grande uomo è quell'essere umano pieno di trasparenza che non nasconde i suoi veri sentimenti, né si rifugia in vizi e tetti di carta, è chi apre il suo cuore senza negare la realtà, è chi ammira un uomo per le qualità e grandezza interiore. Un grande uomo è quello che cammina avanti, senza abbassare lo sguardo, è quello che non mente e sa piangere il suo dolore. Un grande uomo è colui che non ti fa piangere, è colui che ti fa sorridere molto per le cose nelle quali si riesce insieme, è colui che sa gioire dei ricordi e di ogni cosa condivisa.
Tutti sperano di trovare un grande uomo e forse ogni uomo vorrebbe essere grande se soltanto ci si impegnasse nel volerlo da ambo le parti.

lunedì 3 marzo 2008

I TRE FILTRI

Oggi pomeriggio prendevo un caffè con il mio amico Carlo che non vedevo da molto tempo. All'improvviso la nostra quiete è stata interrotta dall'arrivo di Pino, un nostro comune amico. Con il tatto di un elefante, Pino rivolgendosi a Carlo dice: "Lo sai che Giuseppe va dicendo la tale cosa brutta di te?". - "Aspetta". Lo ha interrotto Carlo. "Hai fatto passare quello che dici per i tre filtri?". - "I tre filtri? Quali tre filtri?". Domando io. "Si, i tre filtri" Risponde Carlo. "Il primo è il filtro della verità. Sei sicuro e completamente certo di quello che mi dici?". Pino, dopo un attimo di confusione risponde: "No... l'ho sentito mentre ne parlavano Lello e Ciccio". "Almeno l'avrai fatto passare per il secondo filtro: la bontà. Quello che vuoi dirmi è buono per qualcuno?" Pino risponde: "No, anzi al contrario" E l'ultimo filtro: la necessità. "E' necessario che io sappia quello che vuoi dirmi?" Pino dice: "No, non è strettamente necessario". Allora sorridendo Carlo ha detto: Mbè! Se non è vero, nè buono, né necessario, sarà meglio che tu dimentichi quanto hai ascoltato.
Le nostre parole a volte sono una benedizione per i campi aridi, ma a volte posssono anche essere come le acque che scendono con forza, e se in grandi quantità, acquistano velocità distruttive e mortali, perchè al loro passaggio dirompono e soffocano. I sentimenti che si nascondono dietro le nostre parole fanno si che esse diano vita o, al contrario distruggano ed uccidano.
Prima di spettegolare, chiediti se oltre a saziare la tua sete di gossip, quello che stai dicendo serve a qualcuno.

domenica 2 marzo 2008

GUARDARSI INTORNO

A volte pensiamo che i nostri problemi siano i più gravi del mondo. Così la pensava spesso un mio caro amico che si chiama Mauro.
Mauro, è stato sempre un bravo ragazzo. Nei suoi studi era stato un alunno eccellente. Gli piaceva giocare a calcio e sapeva giocare anche discretamente bene. Riuscì ad entrare anche in una squadretta niente male.
Un giorno, lo accompagnai a comprare delle scarpe nuove molto eleganti e belle. Mauro era felicissimo del suo acquisto, tuttavia, passando dalla sede della sua associazione sportiva, ebbe un grande dispiacere quando, leggendo la lista dei selezionati per una importante partita, non trovò il suo nome. In quel momento si sentì come se avesse smesso di esistere, come se fosse diventato invisibile. Il suo cattivo umore durò vari giorni. Niente gli piaceva.
Una fredda giornata invernale, aveva appena smesso di piovere, e come spesso facevamo, oziavamo sul muricciolo all'uscita posteriore della nostra parrocchia, quando accanto a noi si sedette, insieme al suo fedele cane, un anziano signore di origini russe che si faceva chiamare Jhonny, (non ho mai saputo se questo fosse il suo vero nome). Jhonny, aveva ai piedi delle leggerissime scarpe estive, tagliate sul di dietro, portate a mò di ciabatta o perchè le scarpe erano di qualche misura più piccole o perchè avendo i piedi fasciati con delle pezze di lana non permettevano che questi entrassero con agio nella calzatura. Mauro gli chiese: "Non senti freddo con quelle scarpe?" - "Queste io ha, e di queste io deve accontentare", rispose prontamente Jhonny con il suo buffo, ma affascinante accento. In quel momento Mauro guardò verso il basso, osservò le sue nuove scarpe. I suoi piedi erano caldi e comodi, come sempre. Allora guardò Jhonny, le sue scarpe e le sue fasciature di lana. Chissà che gli passò per la testa. In un lampo si tolse le scarpe. Non pensò nemmeno che sarebbe rimasto solo con i calzini e gliele consegnò a Jhonny dicendogli: "Tieni Jhonny, tu hai bisogno di queste scarpe più di me". Non aspettò nemmeno che Jhonny lo ringraziasse, si alzò, ci salutò e si avviò scalzo verso casa sua. Ebbi l'impressione che in quel momento non gli importasse di mettere i piedi nelle pozzanghere, e che addirittura non sentisse nemmeno il freddo. "Grazie Mauro...", gli gridò Jhonny, "Di niente...", rispose Mauro che continuò per la sua strada.
Mauro tornò a casa con i piedi gelati, ma con il cuore contento per il gesto che aveva fatto e rise... rise per essersi preoccupato così scioccamente di non aver giocato quella famosa partita.
A volte è necessario guardare intorno a noi, per scoprire che gli altri hanno più bisogno di noi.

mercoledì 27 febbraio 2008

PAROLE E AZIONI

Quando ero un ragazzetto, nel pomeriggio dopo aver fatto i compiti, mi trattenevo nella piccola drogheria del signor Rocco, che si trovava proprio sotto casa mia. Un giorno, mentre il signor Rocco, riordinava la merce sugli scaffali, entrò un bambino, piccolo, magro, con vestiti logori ma puliti, salutò cortesemente, mentre guardava incantato un cartone di uova fresche. Non potei fare a meno di ascoltare la conversazione tra il bambino ed il signor Rocco. "Ciao Savino, come stai oggi?" - "Sto bene signor Rocco, grazie. Stavo ammirando le sue uova fresche" - "Vuoi portarne qualcuna a casa? Ma cosa mi dai in cambio?" - "L'unica cosa che ho è la mia biglia" - "Davvero? Fammela vedere" - "Eccola... visto che bella?" - "Si, certo la vedo. Mmmm... l'unico problema è che questa è azzurra ed io la vorrei rossa. Ne hai qualcuna rossa" - "Non proprio rossa, ma quasi" - "Allora facciamo una cosa. Porta questo cartone di uova a casa e la prossima volta che vieni mi farai vedere la biglia rossa che hai. Va bene?".
La moglie del signor Rocco, si avvicinò al mio orecchio e mi disse: "E' l'ultimo figlio di una famiglia molto povera che abita nella piazzetta e mio marito gli dice sempre di ritornare con una biglia di colore diverso, permettendo al bambino di rimanaere in possesso delle proprie biglie e nello stesso tempo può portare ogni volta a casa qualcosa da mangiare". Rimasi impressionato e commosso. Sono passati molti anni, ieri il signor Rocco è venuto a mancare all'affetto dei suoi cari. Sono stato al suo funerale e tra tanta gente intervenuta ho notato un bel govanottone in uniforme militare che piangeva a dirotto e si rammaricava per la perdita del signor Rocco. Incuriosito, ho chiesto ai figli del defunto, se quel giovanotto fosse un parente. Sono rimasto sbigottito, quando sentendo il nome, ho associato quel giovanotto al bimbo delle biglie.
Ecco... ho pensato! Non saremo ricordati per le nostre parole, non saremo ricordati per quanto abbiamo accumulato sulla terra, non saremo ricordati per quanto lasceremo... bensì, per le nostre piccole azioni.

venerdì 22 febbraio 2008

I MAGNIFICI 5

Mentre faccio colazione, penso a quanti veri amici ho. E' vero che un amico vale ben oltre un tesoro. E' raro trovarne uno, ma è possibile. Allora penso che sono fortunato ad averne ben 5, e parlo di veri amici, non di quelli che appena giri l'angolo parlano male di te, solo perchè tu hai il coraggio di dire ciò che pensi e di pensare ciò che dici, o ti mettono da parte perchè hanno nuovi interessi o perchè ritengono che tu non abbia più nulla da offrire. A conti fatti, in ogni caso il bilancio quindi è di 5 veri amici, tutto il resto sono conoscenti, amicizie ipocrite o effimere.
Sono sicuro che sono veri amici perchè me lo hanno dimostrato più volte. Un amico vero si preoccupa se non stai bene, resta con te, quando vorrebbe essere da un altra parte, ti accetta per come sei e non cerca di cambiarti, un vero amico ti conforta dei tuoi insuccessi e gioisce con te delle tue vittorie. In realtà poche persone provano davvero piacere nel vedere altre riuscire dove loro hanno fallito, per questo i veri amici sono così rari. Il pensiero di oggi è dedicato a voi, a voi magnifici 5 con l'augurio che aumentiate.

mercoledì 20 febbraio 2008

POTERE DEL SOGNO

Che strana sensazione dopo il sogno di questa notte. Ho sognato un ragazzo bellissimo, occhi scuri, pelle olivastra. Veniva verso di me e incominciava a parlarmi, e come spesso è accaduto nella realtà, anche nel sogno sono rimasto senza parole, continuavo a fissare i suoi occhi meravigliosi e la sua voce era musica per le mie orecchie, non riuscivo a credere che un ragazzo così bello e così spigliato potesse venire proprio da me, e abbiamo chiacchierato a lungo. Alla fine il risveglio... apro a fatica gli occhi. Triste riscontro. Capisco che tutto quello non era mai esistito. E' stata solo una proiezione della mia mente. Se non ricordo male era Jim Morrison che diceva: "Sognate! Perchè solo nei sogni troverete quello che la vita non può darvi".

martedì 12 febbraio 2008

LE COSE CAMBIANO

La maggior parte degli studenti universitari che è entrata l'anno scorso nelle Università, è nata nel 1985. Questi ragazzi non hanno ricordi significativi per esempio dell'era di Regan, e magari non sanno che qualcuno gli sparò. Erano piccoli quando scoppiò la guerra nel Golfo, e quando ci fu il famoso lunedì nero della borsa nel 1987, e manco a parlare della grande depressione del 1929. Non sanno della Guerra fredda e conoscono una sola Germania, benchè a scuola gli abbiano insegnato che ne esistevano due. Avevano 10 anni soltanto quando l'Unione Sovietica si sgretolò. Hanno visto un solo Papa. Sono troppo giovani per ricordarsi dell'esplosione dello shuttle spaziale "Challenger". Per loro l'AIDS è esistito sempre. Non hanno mai avuto un mangiadischi e non hanno mai giocato a Puc-Man o a Space Invaders, per loro quella grafica che a noi faceva impazzire, è soltanto patetica. Non conoscono le gioie provate a smanettare sul mitico VIC 20 della Commodore. Non sanno che il televisore aveva solo 2 canali, e non era in bianco e nero e quanta meraviglia nel vedere HEIDI a casa dei compagni più fortunati che avevano il televisore a colori. Non possono immaginare cosa voglia dire guardare la tv senza telecomando a distanza. Non hanno mai provato l'emozione di ascoltare la musica di un vinile. Per non parlare della normalità con la quale vedono un cellulare multifunzionale. In questo mondo frenetico ed affamato di conoscenza, le cose cambiano velocemente. Allora perchè ci stupiamo che anche i rapporti sociali siano diventati così effimeri e volubili?

venerdì 8 febbraio 2008

ASPETTATIVA: DOLCE MALINCONIA

La forma di piacere più pura e più attendibile è: l'aspettativa.
Mentre quello che ti succede, finisce immancabilmente per deluderti, ciò che non ti è mai successo non muore mai, non scompare e rimane sempre incisa nel tuo cuore come una dolce malinconia.

martedì 5 febbraio 2008

PRIGIONIERI DEL PROPRIO CORPO

Ho una amica bellissima. Non riesco proprio a trovare nessuna imperfezione in lei. Tutto, il volto, i capelli, le mani, il seno, il sedere, le gambe. Perfetta ed elegante nel portamento. Ma proprio quella sua perfezione si è trasformata nella sua ossessione, nella sua schiavitù. La verità è che Veronica, per ordine del suo agente, non può concedersi trasgressioni di nessun tipo. Niente cene, niente party, niente feste. Non può prendere nemmeno un etto in più. Per ragioni di contratto deve, mantenere costante e e perfetto il suo pesoforma. La sua bellezza si è trasformata nella sua maggiore angoscia. Riceve dei cospicui cachet per le sue performance artistiche, eppure esse la privano della sua libertà di essere felice.
Recentemente è arrivata a dire che sarebbe più felice con un corpo tutto brufoli e cellulite. Ma chi ci crede? Ormai è prigioniera del suo corpo che le dà la libertà economica e l'illusione della notorietà.
La vita è piena di paradossi, perchè le cose non sono mai come sembrano a prima vista.
Quello che ai nostri occhi sembra bello e perfetto può trasformarsi in uno svantaggio.
Del resto, è anche vero che tutti siamo schiavi di qualcosa o di qualcuno e la cosa o la persona che serviamo spesso si converte nel nostro padrone.

giovedì 24 gennaio 2008

LA SCELTA

Un amico mi ha confessato la sua confusione e i suoi dubbi circa una decisione importante.
Non riusciva a capire quale fosse la scelta giusta, straziato dall'angoscia delle conseguenze che avrebbe potuto causare e mi sembrava sempre più confuso.
Mi sono chiesto come avrei potuto aiutarlo. Come avrebbe potuto capire quale fosse la scelta giusta? Come poteva credere che la sua decisione fosse quella opportuna se non poteva nemmeno conoscere le conseguenze? Poi ho rifettutto e gli ho detto: "Immagina di guidare in discesa per una strada buia di campagna e non ci sono luci che facciano vedere le indicazioni stradali. E' un pò raccappricciante no? Ma nonostante ciò, ti fidi della tua bici e del fanalino anteriore che ti permette solo di vedere cinque sei metri di strada di fronte a te e questo ti è sufficiente per vedere dove vai.
E mentre pedali per quel sentiero di appena cinque sei metri, il fanalino anteriore ti mostra altri cinque sei metri, fino a che finalmente raggiungerai la tua destinazione sano e salvo.
Mbè! Quando una scelta importante ci pone di fronte la probabilità di poter causare ad altri delle sofferenze, siamo posti nella stessa situazione. Non possiamo vedere il domani, la settimana prossima o l'anno che verrà e quindi ciò che causeremo con la nostra scelta, ma se ci facciamo guidare dal nostro cuore, e se questo è puro e sincero, ci darà la luce necessaria per percorrere la strada, ogni volta che abbiamo bisogno di essa.
Il nostro cuore, se scevro da interessi e pregiudizi, è l'unica guida affidabile nel sentiero delle scelte. Se ci lasciamo guidare e siamo ubbidienti al nostro cuore, non smarriremo mai la strada.

giovedì 17 gennaio 2008

DOVE ARRIVA LA NOSTRA RESPONSABILITA' RISPETTO ALLA PERSONA CHE CI E' AFFIANCO?

Dove arriva la nostra responsabilità rispetto alla persona che ci è affianco?
Forse il suo destino dipende da noi?
Siamo noi responsabili per la miseria della persona che vive senza tetto proprio sotto casa nostra?
Siamo forse responsabili per il destino del nostro collega?
Forse nel tuo posto di lavoro un compagno ha dei problemi, perchè dovresti interessarti?
Lui, dopo tutto non è mai stato gentile con te.
Forse un amico è stato emarginato dal tuo gruppo, nessuno si avvicina, e tu per non essere impopolare, segui il gregge.
La vita quotidiana ci propone ogni giorno decine di persone per le quali possiamo fare qualcosa, perchè non lo facciamo?
Io, io, io... troppo spesso facciamo che il mondo giri intorno a noi ed al nostro piccolo orticello.
E' sempre possibile fare qualcosa per gli altri, forse non cambieremo il mondo ma forse una persona potrà sorridere grazie a noi!

venerdì 11 gennaio 2008

IL BIVIO

Una delle cose più difficili da affrontare nella vita sono i bivii.
Quale sarà la strada giusta?. Imparare a scegliere la strada giusta,
è un lavoro che durerà tutta la vita.
Sicuramente, è già capitato di esserci pentiti d'aver abbandonato qualcosa e ci siamo già chiesti cosa sarebbe accaduto se invece avessimo proseguito.
E' anche molto probabile che discutiamo su situazioni che non abbiamo potuto evitare.
Molte volte le nostre emozioni e la nostra razionalità sono in conflitto e non sappiamo a cosa credere.
Qualcosa che può aiutarci, in queste circostanze, è collegarci con la parte più intima e profonda di noi stessi, per sapere quale strada prendere.
Ogni volta che sento di avere sbagliato strada, mi sento la persona più stupida dell'universo, penso a come ho fatto a non rendermi conto.
Ma ho imparato che tutto quello che succede, succede per una ragione e così vado avanti, cercando di prestare attenzione a quella voce interna che è la mia coscienza, e se questa non mi accusa, so di aver fatto la cosa giusta.

venerdì 4 gennaio 2008

CHE CERCHI IN UN BUON AMICO?

Che cerchi in un buon amico?
Qualcuno con il quale puoi condividere i tuoi interessi?
Qualcuno che sia divertente?
Qualcuno che generalmente sia disponibile quando hai bisogno di lui?
Ma non ti sembra che la vera amicizia debba essere qualcosa di più?
Se tu dovessi dare la descrizione di un buon amico, che criteri includeresti?
Un buon amico rimane fedele soprattutto nei tempi difficili.
E' facile trovare persone che vogliono stare vicino a noi quando le cose vanno bene vero?
Ma che succede quando sorge un problema finanziario o professionale o sentimentale,
quando la tragedia viene nella nostra vita?
Qui si vedono i veri amici.
L'amico ti ama in ogni tempo: è come il fratello nel tempo di angustia.
Il buon amico è sempre vicino ed è incomparabile.
L'amico vero ferisce con la verità per non ferire con la bugia.
Il buon amico ci offre consigli saggi e fa di noi una persona migliore.
Il buon amico ci sfida, ci motiva, ci ispira, ci incoraggia quando siamo abbattuti.
E' molto difficile essere e trovare un buon amico... ma è possibile!