Ho fatto per anni il volontario in una struttura che accoglieva ragazzi disagiati. Mi occupavo delle attività di animazione e del doposcuola. Ogni volta che i bambini arrivavano in quinta e dovevo lasciarli, come discorso finale, dicevo sempre di aver voluto bene tutti senza nessuna distinzione, ma per un anno, queste, furono solo parole. Quel gruppo di quinta elementare era il primo gruppo che mi assegnavano al quinto anno anziché al primo. Ognuno con i suoi problemi, ma tutto sommato, era un bel gruppo, ad eccezione di un bambino: Dino. Demotivato, apatico, aggressivo con i suoi compagni che lo avevano messo in disparte. Anche io, avevo perso la pazienza e il pregiudizio su di lui mi aveva sopraffatto. Un giorno, però, la curiosità fu tanta e volli indagare su Dino andando a parlare con la sua maestra a scuola. Scoprì delle cose molto interessanti. La sua maestra mi lasciò leggere i giudizi finali che gli altri insegnanti avevano scritto su di lui, ogni fine anno scolastico. Lessi quella del primo anno: "Leonardo è un bambino brillante, sempre sorridente ed ha svolto il suo lavoro con passione, è il migliore alunno della classe." Al secondo anno c'era scritto: "Eccellente alunno, ma con problemi di natura familiare, avendo in casa una madre malata terminale, mentre il padre è sempre assente. Per lui deve essere un ambiente soffocante" Al terzo anno: "La morte di sua madre è stata un duro colpo e suo padre ha poca cura di lui. Sua nonna materna cerca di sopperire come può." Al quarto anno: "Ragazzo isolato che non mostra interesse alcuno alla scuola, non ha amici e spesso si addormenta in classe." Davanti a quelle note, mi vergognai molto di me stesso e decisi di aiutare Dino.Dino diventò il bambino preferito ed in poco tempo tornò ad essere il migliore. A fine anno, Dino mi disse: "Grazie, per essermi stato vicino." Da quel giorno, ogni anno, a Natale e a Pasqua, Dino mi scrive delle cartoline o mi manda sms, con quelle parole, sempre; alle scuole medie, al liceo e perfino all'università. Per le feste di Natale scorso, ho ricevuto una sua lettera: "Sono passati tanti anni, ho conosciuto tante brave persone ma, per me sei stato il più importante punto di riferimento che abbia mai avuto. Ti scrivo per dirti che mi sono laureato con 110 e lode in Ingegneria, ora vivo a Fano dove già lavoro, ma spero presto di trovare un lavoro più gratificante. Vorrei invitarti al mio matrimonio il giorno 25 marzo, ti voglio bene. Dino."
Al suo matrimonio non sono potuto andare, anche perchè sono stato a letto ammalato, ma ieri, trovandosi in Puglia per il viaggio di nozze, è venuto a trovarmi con sua moglie. L'ho rivisto con piacere e ci siamo abbracciati a lungo mentre pensavo: "A quante volte con la nostra superficialità e con il nostro comportamento rischiamo di compromettere la vita degli altri."

2 commenti:
Purtroppo ci si ferma molto di più ad osservare tutto ciò che è bello e lucente, tralasciando le persone "oscure" per paura di essere contagiati da una sorta di "malessere" di vivere. Invece proprio tra quegli individui si scoprono storie e sensibilità molto sviluppate ed enormemente superiori a quelle di chi ostenta "benessere" morale, spensieratezza forzata, gioia di vivere(mascherata).
Vittorio.
Toccante la storia di Leonardo! Quello che personalmente costituisce il valore aggiunto,aldilà dell'insegnamento secondo cui è sempre bene interrogarsi circa il perchè delle cose,è rappresentato dal messaggio positivo che il felice epilogo trasmette. Ovvero che per tutti quanti(a mio avviso,troppi,se non ognuno,a suo modo)coloro la cui vita è stara tragicamente segnata da spiacevoli accadimenti è possibile sperare di vedere una luce al termine di un periodo di buio. Per quanto mi riguarda,è questa l'aspettativa che,seppur puntualmente disillusa,rappresenta il motore che mi da la forza di andare avanti(nei giorni in cui ci riesco,tra l'altro).
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